Ma cos’è?

Si tratta di una tecnica avanzata del metodo LEGO® SERIOUS PLAY®. E stata sviluppata da Per Kristinasen e Robert Rasmussen, co-fondatori del metodo e dell’associazione Master Trainer LEGO® SERIOUS PLAY®.

Ho avuto il piacere di facilitare questa tecnica per Ruthmann Italia, azienda leader dell’automotive industriale, per il rinnovamento dei processi interni di gestione del personale. Hanno partecipato al workshop persone rappresentative delle divisioni chiave dell’azienda.

 

Invece di definire una strategia in modo proiettivo, questa tecnica permette di farla emergere a partire da simulazioni ludiche di eventualità con i mattoncini LEGO.

Cosa succede se la produzione viene delocalizzata? Cosa succede se cambia la dirigenza? Cosa succede se una frana distrugge i capannoni? Che impatto c’è sull’attività? Come si può reagire e come noi decidiamo di agire? Cosa ci porta a decidere cosa è meglio fare?

Con questo tipo di domande il team sperimenta le eventualità direttamente sul modello 3D dell’organizzazione.

Dei pezzi saltano o si smontano, altri resistono: le conseguenze sono tangibili, rappresentate dal modello in mattoncini LEGO. Diventa quindi più facile percepire l’impatto e riflettere su come agire al meglio.

Emergono allora dei principi stabili, dei punti fermi nella strategia dell’azienda, che guidano l’azione qualunque cosa accada. Per questo si chiama cosi: nel serious play la strategia emerge in tempo reale dalle simulazioni e permetterà poi, nella realtà, di decidere cosa è meglio fare fra tutte le azioni possibili, in tempo reale e in qualsiasi evenienza.

Il workshop è di natura complessa perché si tratta di far avanzare il gruppo verso un obiettivo strategico comune. Questo richiede al facilitatore di rimuovere gli ostacoli all’espressione individuale, per evitare un punto di vista unico, senza cadere in un eccessivo relativismo, per arrivare a un risultato sinceramente condiviso e motivante per tutti.

Cosa abbiamo vissuto il primo giorno

Nella prima giornata abbiamo lavorato sulla vision dell’organizzazione cui si vuole tendere.

L’obiettivo era costruire una vision condivisa di come si vuole trasformare l’azienda.

La difficoltà risiedeva nella diversificazione di visioni e interessi che ciascun partecipante rappresentava.

Partendo da costruzioni individuali della vision, siamo arrivati alla costruzione progressiva di una vision condivisa, che integra e rispetta l’interesse essenziale di ciascuno ma in una percezione più ricca e articolata.

Abbiamo quindi lavorato all’identificazione degli agenti (fattori di influenza) che possono determinarne positivamente o negativamente la realizzazione.

Infine, ciascuno si è autoidentificato come ‘agente’, ovvero ha costruito il suo talento o ‘supepotere’ e il modo in cui influisce sul quotidiano aziendale.

Con che risultato

La prima giornata ha permesso la convergenza dei punti di vista nel rispetto delle differenze reciproche. Ha inoltre creato una percezione comune dell’ampiezza dei fattori interni ed esterni che agiscono nel sistema azienda, accrescendo la consapevolezza della complessità.

La costruzione di metafore, aneddoti e storie comuni ha migliorato gli scambi, permesso una migliore conoscenza reciproca e rinforzato il senso di appartenenza alla squadra e all’azienda.

Cosa abbiamo vissuto nel secondo giorno

Nella seconda giornata si è passato dall’esplorare il sistema, all’esplorare le interazioni nel sistema. L’obiettivo era d’identificare delle linee guida per definire la strategia in tempo reale, indipendentemente dall’incertezza degli eventi.

I partecipanti hanno costruito le principali connessioni fra agenti, ovvero tra agenti e aspetti chiave della visione condivisa.

Il sistema ha allora preso una forma complessa e leggibile allo stesso tempo, dove si sono materializzate le correlazioni.

Si è poi ‘giocato’ il sistema: i partecipanti hanno individuato delle eventualità (eventi improbabili, ma possibili e a forte impatto) da applicare al sistema ‘in tempo reale’, per vederne le conseguenze e individuare la migliore strategia da adottare.

A partire dalle decisioni prese in ogni specifica eventualità, si sono estratti i principi guida soggiacenti, ovvero le indicazioni da rispettare per decidere come agire nella maniera più giusta, in qualsiasi circostanza.

Si è trattato di un processo di estrapolazione difficile, ma che ha permesso di capire le logiche implicite del gruppo, basate sui valori profondi.

Con che risultato

Costruire le connessioni del sistema per i partecipanti è stata una rivelazione.

La percezione globale e in 3D del sistema di connessioni ha permesso di percepire la complessità della realtà aziendale. Sono infatti emerse chiaramente delle correlazioni che prima non erano percepite, creando maggior comprensione e consapevolezza.

Ripetendo il gioco con eventualità diverse (dalla delocalizzazione degli impianti produttivi, a una catastrofe naturale che rovina gli impianti, a un cambio radicale di direzione, fino all’interruzione delle forniture energetiche e di materie prime), il team è stato in grado di estrapolare una lista di principi guida condivisi, su cui ciascuno si potrà basare per orientare le scelte strategiche del quotidiano, all’interno del proprio perimetro d’azione.

Questo facilita l’autonomia decisionale, pur garantendo la coerenza strategica, aumentando il senso di responsabilità dei partecipanti.
Ciascuno si è infatti impegnato a realizzare rapidamente un’azione di sua competenza per concretizzare la vision, nel rispetto dei principi guida.

In sintesi:

La creazione di una vision condivisa e l’adesione a delle linee guida da rispettare per arrivarci, è un lavoro che richiede normalmente dei tempi molto lunghi di condivisione delle conoscenze e d’allineamento.

Grazie alla facilitazione del workshop REAL TIME STRATEGY con il metodo LEGO SERIOUS PLAY, i partecipanti hanno potuto sperimentare una dinamica accelerata ed efficace di co-costruzione che ha richiesto solo due giornate.

Non solo, ma questo lavoro preparatorio accelererà anche il passaggio alla definizione di una strategia concreta, i cui principi di fondo saranno già condivisi. Non ci sarà quindi più bisogno di convincere tutti per passare alla messa in opera.

Il workshop ha permesso anche la crescita del team dal punto di vista delle soft skills, mostrando il valore dei confronti positivi per imparare con gli altri, per conoscersi meglio e per comunicare più facilmente.

Infine, abbiamo toccato con mano la potenza della creatività collettiva nel gioco, per costruire una versione migliore della propria realtà e per ritrovare l’entusiasmo necessario per arrivarci.

Cosa ne pensa chi ha partecipato

“E’ stato un modo per conoscere meglio i miei colleghi, cementare i rapporto al fine di potere collaborare sempre meglio nell’ottica di raggiungere l’obiettivo comune.”

“Mi è piaciuto in particolare la visualizzazione di tutti i collegamenti tra i vari reparti”

“Lavorare con i Lego è stato un modo semplice ma molto potente dal punto di vista comunicativo per comprendere dinamiche aziendali

che altrimenti sarebbero rimaste astratte”

“Mi ha colpito la capacità di rendere concreti aspetti astratti, tramite i lego”

🙏 Ringrazio i partecipanti per il loro alto livello di coinvolgimento, nonostante passaggi esigenti e la necessità di rimettere continuamente in discussione il proprio punto di vista.

Ringrazio il CEO Gianni Marti per la fiducia e per il coraggio manageriale che ha dimostrato, coinvolgendo il team nei processi di definizione della strategia.

 

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