❓❓❓ MA COS’E un FACILITATORE?

Quante volte ho sentito questa domanda, che sarebbe meglio riformulare in:

👉 COSA FA’ UN FACILITATORE?

In sintesi il facilitatore è una figura professionale che rende più facili le dinamiche di gruppo.

In funzione dell’obiettivo, il facilitatore costruisce e anima un percorso in cui il gruppo evolve da una situazione iniziale (imparare a lavorare insieme, prendere una decisione, trovare soluzioni etc) a una situazione finale in cui si è prodotto un risultato che raggiunge l’obiettivo iniziale.

😎 Si chiama FACILITATORE perché scegliendo cosa e come fare per il gruppo (quali attività, con che durata, in quale ordine, con che ritmo etc), quest’ultimo deve solo concentrarsi sul ´produrre il risultato´ e non perde tempo ed energia nel decidere come fare.

🙌 Inoltre il facilitatire è garante di una dinamica di gruppo ottimale (pragmatica e apolemica).

E quindi il lavoro di gruppo diventa più facile 😉.

Secondo Adam Kahane, facilitatore di fama internazionale, il facilitatore favorisce la collaborazione attraverso le differenze, per generare il cambiamento (in Facilitating Breaktrhough).

Il facilitatore puo’ intervenire in maniera puntuale ovvero nella durata, con un percorso di accompagnamento capace di far evolvere anche l’organizzazione.

Alcune aziende costituiscono dei team di facilitatori interni per gestire laboratori d’innovazione e aiutare i diversi team a gestire progetti complessi.

Altre preferiscono ricorrere a facilitatori esterni, spesso senior, per gestire progetti innovativi a forte valore aggiunto.

Il facilitatore puo avere un background molto vario: spesso si tratta di persone che vengono dal mondo della consulenza, dell’agilità (product owner, agile coach) ovvero dalla formazione professionale.

In termini di formazione, mmmmh più difficile a dirsi, esistono corsi di formazione alla facilitazione da qualche anno, anche se spesso sono orientati al mondo agile. I facilitatori che incontro in realtà sono formati in diversi ambiti, dalla formazione professionale alle tecniche di sviluppo personale, ovvero al coaching di squadra.

Nel sito dell’International Association of Facilitators (IAF), il riferimento internazionale nel mondo della facilitazione, sono indicate le core competencies che un facilitatore deve acquisire: creare una relazione collaborativa con il cliente, aggiornarsi su metodi e tecniche, pianificare processi di gruppo adeguati…

Sempre l’IAF raccomanda alcuni percorsi formativi, ma tutti all’estero: https://www.iaf-world.org/site/professional/endorsement

Anche io devo dire mi sono formata all’estero e in diversi approcci specifici, dalla facilitazione creativa, alle dinamiche di gruppo, passando per l’intelligenza collettiva.

Poi chiaramente, come spesso nella consulenza, è la persona che fà la differenza.

❓❓❓ Domande sulla facilitazione? Scrivetemi e troviamo risposte insieme:  nadia@playnbe.com

 

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